La pista da sci
I turisti sono felici; sono felici i gestori, gli albergatori, gli amministratori locali. «Veloce, dura e compatta.» Un ex-campione di sci reclutato per la pubblicità esegue curve perfette prima di fermarsi davanti all’operatore a…
I turisti sono felici; sono felici i gestori, gli albergatori, gli amministratori locali.
«Veloce, dura e compatta.» Un ex-campione di sci reclutato per la pubblicità esegue curve perfette prima di fermarsi davanti all’operatore a raccontare le meraviglie della pista.
La mancanza di neve a causa di caldo e siccità non è più un problema. Una colata di un nuovo polimero sperimentale ricopre per intero una delle piste più iconiche della valle. L’aspetto è quello della neve perfettamente battuta; le solette scorrono rapide e le lamine incidono la superficie quanto basta per provocare la flessione dello sci favorendo l’inanellarsi continuo di curve sinuose.
Ogni derapata, frenata o curva, perfetta o meno che sia, gratta la superficie sollevando un fine pulviscolo plastico, sottile e impalpabile. Invisibile agli occhi permane a lungo nell’aria prima di precipitare al suolo, a volte, trasportato dal vento, a chilometri di distanza dalla sua origine.
Le maschere antigas, o le più semplici mascherine filtranti, completano l’attrezzatura, necessarie quanto sci e scarponi. I turisti affollano le bancarelle del paese o i negozi di articoli sportivi per poter sfoggiare l’ultimo modello con il design più alla moda.
I rifugi ai lati della pista sono dotati di doppia porta con camera stagna. Nelle ore di punta le code per entrare e uscire si allungano, ma è una scomodità necessaria per godere l’aria di montagna, fresca, pulita, della sala da pranzo. Ogni rifugio ha una scorta di bombole, ricaricate ogni giorno con l’aria di qualche cima dei dintorni. I locali migliori vantano l’aria delle vette più famose.
Ogni tre giorni, la sera, gatti delle nevi appositamente progettati percorrono la pista, spruzzano un sottile strato di polimero, che solidifica rapidamente, riempie i solchi, cancella le tracce del giorno e riporta la pista alla perfezione originaria.
Una speciale pattuglia percorre i lati della pista e raccoglie i cadaveri di scoiattoli, uccelli e altri animali che non hanno avuto l’astuzia sufficiente per non respirare il polimero non ancora solidificato. Alcuni, vetrificati dagli spruzzi dei gatti delle nevi, avvolti in una sottilissima pellicola trasparente che li preserva dal disagio della decomposizione, finiscono esposti nelle vetrine come ambiti souvenir.
Ma capita sempre più di rado, la vita ai lati della pista è scomparsa quasi del tutto e non c’è più il rischio che gli sciatori vengano turbati da un corvo che muore sputando sangue o da un ghiro soffocato con i polmoni ricoperti di plastica.
Gli alberi disseccati preoccupavano maggiormente operatori turistici e autorità, ma per fortuna il problema si è risolto da solo. La patina trasparente che li ricopre riflette i raggi lunari in una suggestiva visione che richiama i rami ricoperti di ghiaccio, visibili ormai solo nelle foto appese alle pareti dei ristoranti.
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